Il tour di Jovanotti nei palasport è iniziato una settimana dopo i tragici eventi di Parigi. Ma la musica non si è fermata, e non solo perchè lo spettacolo deve proseguire ma soprattutto perchè è l’arma più forte c’è, un linguaggio mondiale, è l’espressione di chi, atterrito, non trova parole adatte per spiegarsi.

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Passare dallo stadio al palasport è tutto un programma, sostiene il cantante: «E’ stato come comprimere una balena in una cabina telefonica». In effetti, quando si è abituati ad usare la voce in spazi aperti, ritrovarsi, poi, in un luogo chiuso è sorprendente, il suono è più potente e più compatto.

L’artista Cherubini vive a New York, ma a chi ne chiede il motivo lui risponde che il suo stare altrove l’aiuta a confrontarsi con chi è in realtà, con il luogo da cui proviene e al quale sente di appartenere.

Ebbene sì, all’estero è accolto benissimo. Si esibisce davanti a chiunque, avendo così la possibilità di conoscere il mondo: un canadese o un cinese, non fa differenza, la musica è un linguaggio universale, è sempre in grado di far scoccare la famosa scintilla. Per quanto riguarda il mercato americano, però, è un altro discorso.

Il brano Gli immortali è diventato un documentario che narra le storie di 6 persone e il loro viaggio per arrivare al suo concerto a San Siro. Gli immortali è un omaggio alle emozioni che possono nascere quando si ascolta un brano e lo si condivide con gli altri. Dopo trent’anni di carriera, Jovanotti ha regalato milioni di emozioni ai suoi fan che, imperterriti, lo seguono ovunque.