Quando si parla dei finanziamenti erogati dall’Inps a favore dei dipendenti e dei pensionati pubblici quasi sempre si fa un riferimento al Regolamento dei prestiti Inpdap, quello che può essere considerato come l’insieme di regole relative all’erogazione di prestiti agli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

Il contenuto del Regolamento dei prestiti Inpdap

Come spiegato in questo approfondimento sui prestiti Inpdap, fondamentalmente, il Regolamento dei prestiti Inpdap si compone di tre parti: la prima è dedicata ai piccoli prestiti, la seconda ai prestiti pluriennali e la terza all’entrata in vigore e ai ricorsi. Per quanto riguarda i piccoli prestiti vengono riepilogati i criteri di erogazione: importi pari ad una mensilità di stipendio o pensione per i prestiti annuali, importi pari a due mensilità per prestiti biennali, importi pari a tre mensilità per prestiti triennali e importi pari a quattro mensilità per prestiti quadriennali, con la possibilità di raddoppiare le cifre erogate nel caso in cui non ci siano altre trattenute in corso sullo stipendio o sulla pensione. Sulle somme lorde vengono applicati il tasso di interesse del 4,25% e le aliquote per le spese di amministrazione (o,50%) e per il premio fondo rischi (le diverse aliquote applicate in base all’età del beneficiario e alla durata del prestito sono indicate nella tabella allegata al Regolamento dei prestiti Inpdap).

 

Gli allegati

Le ultime pagine del Regolamento dei prestiti Inpdap (per trovarlo è sufficiente fare una ricerca sul sito dell’Inps) sono riservate agli allegati: oltre al modulo per l’acquisizione di una casa in cooperativa ci sono le già citate tabelle con l’indicazione delle aliquote per il premio fondo rischi evidenziate per tipologia di prestito e per classi di età del richiedente.

Le tipologie di prestito Inpdap

I prestiti Inpdap forse più famosi sono i piccoli prestiti, finanziamenti di breve durata e di importo contenuto che vengono rimborsati con rate costanti tramite trattenuta sullo stipendio o sulla pensione (possono essere infatti richiesti sia dai dipendenti che dai pensionati pubblici iscritti al Fondo Credito). Si possono richiedere importi pari a 1, 2, 3 o 4 mensilità nette di stipendio da rimborsare rispettivamente in 12, 24, 36 e 48 mesi; se non ci sono altre trattenute sullo stipendio gli importi possono essere raddoppiati. Sull’importo lordo erogato vengono applicate tre aliquote: il tasso d’interesse nominale annuo pari al 4,25%, le spese di amministrazione pari allo 0,50% e il premio fondo rischi (l’aliquota varia in base alla durata del finanziamento e all’età del richiedente).

I prestiti Inpdap pluriennali diretti possono essere richiesti dai dipendenti (con contratto a tempo indeterminato e almeno 4 anni di anzianità di servizio) e dai pensionati pubblici iscritti alla Gestione Unitaria; si tratta di finanziamenti finalizzati (le somme ottenute possono essere utilizzate solo per determinate finalità elencate dal regolamento) dalla durata di 5 o di 10 anni, con importi che variano in base all’emolumento mensile: le rate non possono essere di importo superiore al 20% della retribuzione netta mensile. Anche in questo caso oltre al tasso di interesse (pari al 3,50%) vengono applicate le aliquote per le spese di amministrazione (0,50%) e per il premio fondo rischi (variabile in base a durata del prestito ed età del beneficiario).

I prestiti Inpdap pluriennali garantiti hanno diverse caratteristiche in comune con quelli diretti di cui abbiamo appena parlato, ma se ne distinguono per alcuni fattori: innanzi tutto non viene erogato dall’Inps ma da istituti di credito e finanziarie convenzionate e possono essere richiesti dai soli dipendenti in servizio (con contratto di lavoro a tempo indeterminato e con almeno 4 anni di anzianità). Per quanto riguarda durata e importi si possono ripetere le stesse cose dette per il prestito pluriennale diretto, mentre qualcosa cambia per quanto riguarda le aliquote: il tasso di interesse viene stabilito dall’istituto erogante, rimane lo 0,50% per le spese di amministrazione a favore dell’Inps, poi c’è un premio compensativo per il rischio di insolvenza che varia dall’1,50% fino al 4% in base a età del richiedente e durata del finanziamento. L’Inps svolge un ruolo di garante per i rischi di mancato rimborso in caso di decesso dell’iscritto, cessazione del servizio senza diritto alla pensione, riduzione dello stipendio.

Il meccanismo dei prestiti pluriennali e le finalità per cui vengono concessi

La parte relativa ai prestiti pluriennali è sicuramente più articolata: innanzi tutto vengono indicati i destinatari della prestazione (pensionati e dipendenti pubblici con almeno quattro anni di servizio e di versamento contributivo alla Gestione Unitaria), la sua durata (5 o 10 anni) e il suo importo (la rata mensile non può andare oltre il 20% dello stipendio). Anche sui prestiti pluriennali vengono applicate, oltre al tasso d’interesse pari al 3,50%, le aliquote per le spese di amministrazione e il premio fondo rischi. Viene specificato che è possibile rinnovare il prestito, ma solo dopo che sono passati almeno due anni di ammortamento per i prestiti quinquennali e almeno quattro anni per i prestiti decennali. Visto che si parla di un finanziamento finalizzato, il Regolamento dei prestiti Inpdap elenca tutte le motivazioni accettate.

I prestiti quinquennali possono essere concessi per calamità naturali – rapina, furto o incendio – trasloco per esigenze della famiglia o trasloco per motivi di lavoro – lavori condominiali della casa in proprietà di residenza – manutenzione ordinaria della casa di pertinenza – installazione di impianti di energia rinnovabile – acquisto di autovetture – nascita o adozione di figli – protesi dentarie o cure odontoiatriche – acquisto di autovetture modificate, carrozzelle o protesi per portatori di handicap – malattia – decesso di familiari – matrimonio – iscrizione a corsi post laurea di almeno due anni – casi eccezionali gravi che richiedono un importante impegno economico.

I prestiti decennali invece possono essere concessi per: riscatto di alloggi popolari o di enti pubblici già condotti in locazione – acquisto di casa in cooperativa – acquisto o costruzione di una casa destinata a residenza – estinzione o riduzione del mutuo ipotecario – manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia o restauro della casa in proprietà o in nuda proprietà – malattie gravi di un componente del nucleo familiare – altri casi eccezionali gravi che richiedono un notevole sforzo economico.

Riepilogo: tabelle prestiti Inpdap

I dipendenti e i pensionati che sono iscritti al Fondo Credito (ovvero alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali) hanno la possibilità di richiedere i cosiddetti prestiti Inpdap: anche se quello che era l’istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica di fatto non esiste più, le sue funzionalità sono passate all’Inps, quindi questi finanziamenti vengono erogati ancora oggi; scopriamo le loro caratteristiche e riassumiamo il tutto nelle tabelle sui prestiti Inpdap.

Prestazione Durata Importo Tasso interesse Spese ammin. Fondo rischi
Piccolo prestito 12 mesi 1 o 2 mensilità 4,25% 0,50% 0,17%-5,06%
Piccolo prestito 24 mesi 2 o 4 mensilità 4,25% 0,50% 0,35% 9,79%
Piccolo prestito 36 mesi 3 o 6 mensilità 4,25% 0,50% 0,54%-14,22%
Piccolo prestito 48 mesi 4 o 8 mensilità 4,25% 0,50% 1,20%-15,39%
Prestito pluriennale dir. 60 mesi Rata massima 20% stipendio 3,25% 0,50% 0,96%-15,76%
Prestito pluriennale dir. 120 mesi Rata massima 20% stipendio 3,25% 0,50% 2,28%-22,39%