L’ipnologo è una figura non professionale legata alla pratica antica dell’ipnosi, utilizzata spesso a scopi terapeutici. Digitando il termine all’interno del portale web è possibile reperire un gran numero di professionisti attivi, dislocati sull’intero territorio italiano, a dimostrazione della fama associata alla pratica di ipnosi. L’ipnologo non deve tuttavia essere confuso con altre figure professionali abilitate invece alla pratica sanitaria come l’ipnoterapeuta e lo psicoterapeuta ad indirizzo ipnotico.

Ipnologo: che cosa fa nello specifico?

L’ipnologo è un appassionato della materia che utilizza tale tecnica a scopi non clinici e terapeutici. In poche parole questa figura non professionale può essere associata ad un’attività amatoriale hobbistica, senza possedere alcuna abilitazione ad operare con il pubblico. Molto spesso, il termine ipnologo, viene erroneamente associato alla figura professionale dell’ipnotista solito lavorare presso gli spettacoli di intrattenimento e illusionismo.

L’ipnosi, conosciuta e utilizzata sin dai tempi più antichi, consiste in una particolare condizione psichica grazie alla quale il soggetto entra in uno stato di trance dove attingere ai propri ricordi e alle proprie emozioni più recondite, spesso impossibili da acquisire in uno stato di lucidità quotidiana. Lo stato di trance viene paragonato alla fase della dormiveglia e del sonno, caratterizzato tuttavia da una componente neurofisiologica propria. In fase di ipnosi il soggetto entra all’interno di uno stato profondo di rilassamento, pur mantenendo la consapevolezza di ciò che accade nella realtà.

L’ipnosi serve soprattutto per entrare in comunicazione con la parte più celata della propria coscienza, lasciando in ‘standby’ la parte legata alla coscienza razionale, senza avvertire l’appartenenza ad un determinato luogo spaziale e temporale. L’ipnologo, pur non essendo abilitato alla pratica medica e clinica, può creare uno stato di comunicazione con il soggetto ipnotizzato attraverso una specifica forma di comunicazione. Tra le forme di ipnosi più utilizzate ad oggi si trova la tecnica regressiva, grazie alla quale lasciar riaffiorare i ricordi appartenuti a vite precedenti, oppure traumi rimossi dalla coscienza razionale. Tra le tecniche più sfruttate quella regressiva appartiene al settore sperimentale, seppur utilizzata anche dai professionisti abilitati all’esercizio.

L’ipnologo può inoltre servirsi di alcuni espedienti utili alla stimolazione dell’emisfero cerebrale sinistro, grazie ai quali stimolare la parte più inconscia del soggetto. Per scendere così in profondità si può utilizzare un linguaggio specifico, ma anche creare suggestioni irreali, tecniche non verbali associate all’ascolto di determinati rumori e vibrazioni. Una seduta di ipnosi può variare dai 40 ai 60 minuti e deve essere ripetuta a distanza di alcuni giorni per ottenere i risultati sperati. L’ipnosi viene utilizzata in campo psicoterapeutico per il trattamento di alcuni disturbi come lo stress, l’ansia, depressione, attacchi di panico e fobie allo scopo di risolvere i conflitti interiori negativi.

Ipnologo: requisiti e studi necessari

La figura dell’ipnologo possiede i requisiti informativi sulla pratica all’ipnosi soltanto a livello personale e amatoriale, senza alcuna abilitazione terapeutica all’esercizio della pratica. Le uniche figure professionali che possono esercitare l’ipnosi a scopi medici e terapeutici riconosciuti sono l’ipnoterapeuta e lo psicoterapeuta ad indirizzo ipnotico in seguito al conseguimento della laurea in psicologia con indirizzo di specializzazione idoneo.