Nel periodo delle medie tutti hanno iniziato a studiare la Divina Commedia, opera di Dante Alighieri più famosa al mondo.

Dopo di lui nessuno ha mai saputo interpretare meglio l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso una volta che una persona passa miglior vita ma questo non è tutto.

In molti si sono chiesti perché ha voluto scrivere quest’opera e perché ha voluto incontrare i personaggi che ha incontrato, un motivo può essere perché voleva rivedere la sua amata Beatrice.

Ragazza che ha sempre amato di nascosto ma prima lei è stata data in matrimonio a un altro uomo più benestante di lui, poi Dante fu cacciato da Firenze e, nonostante l’esilio ha scoperto poi che Beatrice morì all’età di 24 anni. Scopriamo il suo ruolo nel paradiso e cosa successe al loro incontro.

Che ruolo ha nella Divina Commedia?

Secondo alcuni teologi, il ruolo di Beatrice all’inizio fu una grande fonte d’ispirazione per quanto riguarda la stesura della Divina Commedia, un viaggio che per Dante inizia a 35 anni, l’età media nel 1265 era intorno ai 70.

Il verso iniziale del testo inizia così: “Nel mezzo del cammin di nostra vita…”, come detto prima si riferisce a quando compì 35 anni, in quel periodo non solo era depresso per l’esilio a Ravenna ma anche perché aveva perso tutto: casa, affetti e la sua amata Beatrice.

Quando finalmente riesce ad arrivare al Paradiso terrestre, dopo aver visto e incontrato molti personaggi nell’Inferno e nel Purgatorio, tutte con una storia che anche da morti se la ricordano, il Paradiso gli appare in modo luminoso e tranquillo.

Egli vede l’alba e il cielo assume una sfumatura di rosa con l’aggiunta di una nebbia sottile che non nasconde niente, ma dava una sensazione di serenità.

Poi dal cielo cadono molti fiori buttati direttamente dagli angeli che sono presenti solo in quel posto e, in mezzo a tutta questa bellezza, Dante vede comparire una donna col velo sul viso, dei rami di ulivo formano una specie di corona e un mantello verde le copre l’indumento rosa.

Questa figura in realtà è la giovane Beatrice ma Dante all’inizio non la riconosce, anche se, avverte in lui la stessa sensazione che provava alla vista della ragazza quando la incontrava prima dell’esilio, si volta per parlare con la sua guida, Virgilio, ma esso non c’è più e Dante si dispera perché lo ha abbandonato.

Più avanti si va con la lettura più si capisce che il ruolo della ragazza era molto più importante per il povero Dante che, dopo la morte di lei, ha fatto molte scelte sbagliate che lo hanno portato ad avere conseguenze ancora più errate e che lo hanno portato all’esilio in vita e nella morte forse si sarebbe trovato nell’Inferno.

Lei è il simbolo della nuova vita dell’uomo, infatti questo incontro è stato voluto da lei che ha cercato Virgilio e gli chiese di portare Dante da lei prima della sua dipartita; Beatrice è la personificazione della salvezza di Dante prima che sia troppo tardi per porne rimedio.

Dove la incontra e come la chiama?

Come scritto prima, Dante incontra Beatrice appena fa il suo ingresso nel Paradiso, in mezzo agli angeli e davanti a una splendida alba.
Dante, dopo averla riconosciuta nel momento di disperazione, la chiama “Maestra di verità” dopo che ella le spiega che deve fare una nuova vita dopo il suo incontro con lei altrimenti non riuscirà mai a raggiungere il Paradiso. Lui la vede come una guida verso la verità, una tramite e una rappresentazione divina vicino alla figura di Dio.