Roma è una delle città italiane più famose di tutto il mondo.

Non solo è nota per essere bellissima, ricca di storia, e anche la capitale italiana, ma è molto studiata dagli studenti e dagli storici per via della sua fondazione.

Molti scritti dicono che è stata fondata da Enea, eroe troiano, altri invece ricordano sempre di Romolo, fatto sta che Roma ebbe almeno 7 imperatori importanti e oggi parleremo di uno in particolare: l’Imperatore Adriano.

Biografia e vita dell’Imperatore “buono”

Adriano non nacque in Itala, ma bensì a Italica (città antica della spagna romana nei pressi di Siviglia) il giorno del 24 gennaio 76 d.C. e morì a Baia il 10 luglio 138 d.C.

Data la sua parentela stretta con l’Imperatore Traiano, dopo la sua morte avvenuta nel 117 d.C., fu sia uno degli imperatori adottivi di Roma, perché non era nato a Roma, inoltre fu definito dal popolo “imperatore buono” perché riuscì a cambiare in meglio la città.

Egli valorizzò le provincie, le città italiane, migliorò anche le condizioni dei militari dell’impero, viaggiò nel suo regno acquisendo molte informazioni, in modo da essere sempre ben informato di tutto.

Costruì il Vallo di Adriano, una gigantesca fortificazione fatta interamente in pietra durante la prima metà del II secolo, esso segnava il confine tra la provincia romana occupata della Britannia e la Caledonia.

Questa fortificazione divideva l’isola in due parti, mentre ora indica il confine tra l’Inghilterra e la Scozia, anche se il muro fu distrutto.

Creò varie strategie militari non solo per difendere i confini del proprio impero ma anche espanderlo con furbizia.

Adriano fu molto famoso per il suo regno di tolleranza e filosofia, egli infatti era molto colto e interessato alle arti, infatti fece costruire poi molti edifici importanti e che sono tutt’ora riconosciuti a lui, come la Mole Adriana (chiamato oggi Castel Sant’Angelo).

Prima però di diventare imperatore al posto di Traiano, faceva parte del cursus honorum, ordine sequenziale degli uffici pubblici tenuti per aspiranti politici, per entrare e mantenersi gli studi fu aiutato dalla moglie di Traiano, Plotina.

Fu anche lei a farle conoscere, e poi sposare, la sua futura moglie Vibia Sabina; grazie a tutto questo Adriano ottenne maggiore potere, infatti ebbe molte cariche importanti come:

  • Decemviro stlitibus iudicandis nel 79;
  • Seviro turmae equitum Romanorum nel 83;
  • Praefectus urbi feriarum Latinarum nel 90;
  • Tribunus militum con la Legio II Adiutrix piae Fidelis nel 95;
  • Tribunus militum con la Legio V Macedonica nel 96;
  • Tribunus militum con la Legio XXII Primigenia nel 97;
  • Questore nel 101;
  • Ab Actis senatus nel 103;
  • Tribunus plebis nel 105;
  • Pretore nel 106;
  • Legatus legionis della Legio I Minerviae piae Fidelis nel 106;
  • Legatus Augusti pro praetore nel 107;
  • Console suffectus nel 108;
  • Septemviro epulonum nel 111;
  • Sodales Augustales nel 112;
  • Arconte ad Atene nel 113;
  • Legatus Augusti pro praetore in Siria nel 117).

Al momento della morte di Traiano, nominò Adriano suo successore, e molti studiosi poi hanno scritto varie teorie sulla sua ascesa al trono così veloce, infatti pensavano che fu Plotina, ed il prefetto Attiano, ad uccidere il marito per favorire Adriano come nuovo Imperatore di Roma.

Era l’anno 117 ed una volta diventato Imperatore romano, senza ricorrere alla violenza o ad atti vandalici e brutali, allontanò dai luoghi di potere, come il Sanato, tutti i concorrenti che facevano parte dell’amministrazione di Traiano.

Altri suoi cambiamenti li mostrò con gli schiavi, dato che sapeva e notava le loro situazioni disumane, attuò una riforma legislativa nel casi di peggioramento del loro compito, e in caso di morte veniva accusato il loro padrone.

Inoltre mostrò tolleranza anche nei confronti dei cristiani che abitavano sia nella città che in tutto l’Impero Romano, capì subito quando venivano accusati ingiustamente, dando loro la possibilità di difendersi durante un processo giudiziario.

Un’altra cosa per cui fu famoso Adriano era l’editto pretorio, ovvero una riforma che permetteva un’esposizione di principi giuridici generali quando il nuovo magistrato enunciava al momento dell’insediamento.

Nel 138 d.C. Adriano morì a Baia all’età di 62 anni come l’Imperatore Traiano.