E’ possibile diseredare un figlio dalla propria eredità? Che cosa stabilisce la legge a riguardo? In alcune specifiche circostanze la legge italiana prevede la possibilità di disconoscere un figlio dall’eredità a causa della propria condotta. L’eredità familiare, al momento del decesso di uno oppure entrambi i genitori, può rappresentare diverse insidie. Nella maggior parte dei casi i genitori che decidono di diseredare un figlio prendono in esame il suo comportamento e la mancata assistenza in vita. La legge può, a tutti gli effetti, considerare indegno un familiare diretto del defunto al quale non spetterà alcuna eredità legittima.

Figlio indegno di fronte alla legge: quali sono i requisiti analizzati?

La legge italiana prevede la possibilità di escludere dall’eredità un familiare indegno della successione. Non è possibile escludere un figlio dalla quota legittima di eredità nemmeno in caso di cattiva condotta laddove non sussistano tutti gli accertamenti necessari del caso. Diseredare un figlio è quindi possibile in presenza di gravi fattori tra cui: il tentato omicidio di uno o entrambi i genitori, ma anche il coniuge; in presenza di un reato associabile alla gravità dell’omicidio; in caso di denuncia infondata verso un genitore punibile con l’ergastolo; nel caso in cui un figlio abbia obbligato con la violenza il genitore a fare testamento; in caso di modifica illegale del testamento dei genitori; in caso di presentazione di un testamento falsificato.

Indegnità di successione di un figlio: come funziona

L’indegnità di un figlio può essere stabilita unicamente dalla sentenza di un tribunale, dopo la supervisione di tutte le prove da parte di un giudice. Nel caso in cui, a decorrere dai 10 anni della morte di uno o entrambi i familiari , in assenza della presentazione di indegnità il figlio può accedere automaticamente alla riscossione dell’eredità. In questo caso esiste quindi un termine di prescrizione anche per stabilire l’indegnità di successione di un figlio.

Nel caso di sentenza con effetto retroattivo, avviata entro i termini previsti dalla legge, il figlio potrà essere costretto alla restituzione della somma percepita in eredità, compresi i frutti dei beni parte della successione. In questo caso l’eredità sarà destinata a terzi soggetti in linea di parentela, come nel caso di rinuncia volontaria della successione da parte di un figlio. La legge italiana consente inoltre al genitore di ‘perdonare’ il figlio sottoposto all’indegnità sulla successione tramite un atto pubblico o tramite il testamento. Questo procedimento burocratico assume la denominazione di ‘riabilitazione totale’ grazie alla quale il figlio viene nominato come erede a tutti gli effetti legali.

La ‘riabilitazione parziale’ da parte del genitore prevede invece la possibilità per il figlio di accedere soltanto ad una quota legittima della successione, in caso di mancata riabilitazione successiva all’indegnità. Il figlio non potrà tuttavia accedere alla legittima in caso di una quota inferiore rispetto alla stessa citata espressamente all’interno del testamento.

In assenza di gravi reati commessi sussistono delle parentele che non possono essere diseredate in fase di testamento e che riguardano i genitori, i nonni, i figli, i nipoti e i figli dei figli e il coniuge. In questo caso la legge prevede un’immunità particolare nella suddivisione di una quota legittima di successione. In caso di indegnità presente nel testamento gli stessi possono impugnare la sentenza in tribunale per ottenere l’erogazione della somma che gli spetta.